Oggi un bel racconto che ognuno di voi potra' leggere nella chiave che piu' gli confa'.
E' la storia mai narrata di burattini, gendarmi e malandrini incalliti.
...Di certo del Burattino Pinocchio v'è giunta favella...
del Gatto,
della Volpe
e del Campo Miracoloso ove seminando zecchini a terra nascono
strabilianti frutti d'oro...
Dovete sapere che i briganti, con fare da furbastri, promisero al burattino grandi ricchezze e fasti lucenti, dicendo all'ingenuo...
"Ti meniam in un campo che fu di un gran Signore ove si raccolgono zecchini senza sprecar troppo sudore" Dissero il Gatto e la Volpe.
Rispose dunque il buon Pinocchio fino allora zitto zitto...
"ma io non son citrullo... la vita mi ha insegnato a riconoscere un inganno!"
Cosi' detto fece un cenno e i gendarmi con grandi balzi e baffi saltaron fuori da chissa' dove che niun li aveva scorti, prendendo tosto a menar bastoni sulle zucche dei furfanti!
Non esistono Campi de' Miracoli, ma sol impegno e agricoli.Poi Natura fa il suo corso e nascon frutti meravigliosi.
Basta inganni per allocchi a riempir la saccoccia,
per la terra ci vuol rispetto e questa è l'unica risposta.
Ecco il mio tesoro.
(dal web)
La nostra azienda..
La nostra esperienza deriva dal lavoro quotidiano di 36 anni. Per noi il fine non è mai il denaro, ma produrre il miglior prodotto rispettando l'ambiente. Il collante più importante in famiglia non è il denaro, ma il rispetto e gi affetti per ognuno dei componenti.
martedì 7 marzo 2017
mercoledì 8 febbraio 2017
Via pane e vino!
Sta diventando realta' ormai.
E' nei mesi invernali che si impiantano nuovi noccioleti.E da nord a sud ci saranno migliaia di ettari di nuovi impianti.
Dove prima c'erano aranci domani ci saranno noccioli, dove c'erano grano e mais, segale e orzo, meli e viti, oggi gia' ci sono noccioli.
Complice la convinzione di una coltura con poche pretese e facili guadagni.
E' meglio cavalcare l'onda o tutelare le nostre produzioni?
Il problema è che l'onda da oceano sta diventando un'onda di mar Caspio.
L'agricoltura italiana è fortemente caratterizzata dalle sue produzioni tipiche.
Se queste identita' si indebolissero sarebbe un danno ambientale enorme.
Solo il tempo che dovra' passare ci sapra' dire se le decisioni di oggi saranno le giuste posizioni che i nostri nipotini dovranno difendere.
E' nei mesi invernali che si impiantano nuovi noccioleti.E da nord a sud ci saranno migliaia di ettari di nuovi impianti.
Dove prima c'erano aranci domani ci saranno noccioli, dove c'erano grano e mais, segale e orzo, meli e viti, oggi gia' ci sono noccioli.
Complice la convinzione di una coltura con poche pretese e facili guadagni.
E' meglio cavalcare l'onda o tutelare le nostre produzioni?
Il problema è che l'onda da oceano sta diventando un'onda di mar Caspio.
L'agricoltura italiana è fortemente caratterizzata dalle sue produzioni tipiche.
Se queste identita' si indebolissero sarebbe un danno ambientale enorme.
Solo il tempo che dovra' passare ci sapra' dire se le decisioni di oggi saranno le giuste posizioni che i nostri nipotini dovranno difendere.
lunedì 6 febbraio 2017
tutto il mondo in un frutto
Tutto il mondo in un frutto.
La nocciola è presente ormai in vaste aree agricole, prima vocate ad altre colture oggi convertite in una distesa di piccole, esili piantine di nocciole.
Sara' stato frutto di una crisi generale?
Sara' stato frutto di una voglia di cambiare?
Sara' stato frutto di quotazioni stellari?
Sara' stato frutto dei PSR?
Solo il tempo ce lo dira'.
Ma la biodiversita' andava salvaguardata e le coltivazioni intensive scongiurate.
La nocciola è presente ormai in vaste aree agricole, prima vocate ad altre colture oggi convertite in una distesa di piccole, esili piantine di nocciole.
Sara' stato frutto di una crisi generale?
Sara' stato frutto di una voglia di cambiare?
Sara' stato frutto di quotazioni stellari?
Sara' stato frutto dei PSR?
Solo il tempo ce lo dira'.
Ma la biodiversita' andava salvaguardata e le coltivazioni intensive scongiurate.
mercoledì 21 settembre 2016
Ci sono! Indaffaratissimo. Ci mancava la pioggia!
Avrei potuto essere agli sgoccioli invece il maltempo ha rallentato la raccolta.Ora il tempo che si impeghera' sara' piu' lungo perchè il lavoro della macchina dovra' essere preceduto dai soffiatori e dai decespugliatori.
Il nonno diceva non dire fatto se non l'hai nel sacco.
Avrei potuto essere agli sgoccioli invece il maltempo ha rallentato la raccolta.Ora il tempo che si impeghera' sara' piu' lungo perchè il lavoro della macchina dovra' essere preceduto dai soffiatori e dai decespugliatori.
Il nonno diceva non dire fatto se non l'hai nel sacco.
martedì 18 agosto 2015
Quotazione nocciole Turche. Primo raccolto.
Si apre il blog con le nuove quotazioni turche 2015.
NOCCIOLE TURCHE
IN GUSCIO
RACCOLTO 2015
PREZZI
AL CHILO IN LIRE TURCHE
1EURO = 3,15 lire turche
GIRESUN prezzo minimo 15,50/ max 16
ORDU prezzo min. 15,30/max 15,50
venerdì 6 febbraio 2015
Nocciole e non nocciole
Avere
successo (magari di pubblico ), cadere in disgrazia, sparire. E qualche
volta risorgere. E' una parabola conosciuta da molti alimenti. Anche se
tanti restano nel buio, aspirando all'utilizzo solo locale o delle
cucine contadine non è sempre il prezzo che fa la qualita'. Anche la
Cenerentola d'Italia, la Tonda Gentile Romana, quest'anno si è elevata a
principessa, uguagliando nei prezzi la Giffoni e quasi la TGT
piemontese.Saranno i quasi venti euro al kg o palati educati che
cominciano ad apprezzare le sue caratteristiche? Vivamente per tutti noi
confido nella conoscenza!

martedì 3 febbraio 2015
Nocciole viterbesi
Per la nostra azienda è stato un periodo intenso, pieno di grandi cambiamenti e soddisfazioni.
Tanti i complimenti ma soprattutto i passa-parola che vanno a testimoniare la fiducia che cerchiamo ogni anno di conquistare e di mantenere. Un obbligato ringraziamento va a tutti i nostri clienti, che in un anno veramente difficile ci hanno apprezzato e confermato per le loro scelte.Dietro il nostro lavoro ci sono spesso dei grattacapi ma grosse soddisfazioni e un'immensa passione per tutto cio' che si fa, con responsabilita' e amore.
Delle piacevoli novita' ci saranno per il raccolto agricolo 2015-2016.
Per il momento le piante di nocciole richiedono potature e nutrimento.
Tanti i complimenti ma soprattutto i passa-parola che vanno a testimoniare la fiducia che cerchiamo ogni anno di conquistare e di mantenere. Un obbligato ringraziamento va a tutti i nostri clienti, che in un anno veramente difficile ci hanno apprezzato e confermato per le loro scelte.Dietro il nostro lavoro ci sono spesso dei grattacapi ma grosse soddisfazioni e un'immensa passione per tutto cio' che si fa, con responsabilita' e amore.
Delle piacevoli novita' ci saranno per il raccolto agricolo 2015-2016.
Per il momento le piante di nocciole richiedono potature e nutrimento.
mercoledì 19 novembre 2014
#Nocciole#Tonde#gentili#romane#crude#tostate#granella#farina
Nocciole, nocciole nocciole! Il prezzo di quest'anno non certo aiutano i consumi.
Ma volete mettere?
Sgranocchiare croccanti nocciole tonde gentili romane con zucchero o cioccolato o in purezza?
Ma volete mettere?
Sgranocchiare croccanti nocciole tonde gentili romane con zucchero o cioccolato o in purezza?
lunedì 3 novembre 2014
Nocciola tonda gentile romana
Eccoci al lavoro! In produzione ma piu' che produzione stiamo in trasformazione ma neanche !Siamo in offerta per un prodotto migliore, piu' fruibile e facilmente utilizzabile.
Nocciole sgusciate crude e sottovuoto!
Nocciole sgusciate crude e sottovuoto!
giovedì 18 settembre 2014
#corsi e ricorsi#storici
E' una ricerca che mi sono trovato a fare e ho scoperto nel grafico che la nocciola tonda gentile romana per un anno è riuscita ad avere una quotazione superiore a quella piemontese, ma negli anni a seguire c'è stato un crollo vertiginoso dei prezzi. Ecco perchè l'esperienza contadina ci fa' agire con molta prudenza e poca esultanza.
domenica 7 settembre 2014
#quotazione nocciole
La determinazione del prezzo delle nocciole è faccenda assai complicata.
Per stabilirlo si prende un kg di nocciole in guscio, si calcola il
tasso di umidità, poi si sguscia e si pesano i frutti veri e propri. Una
resa buona è prossima ai 430-440 grammi.A Corchiano anche di piu'.
Ogni 10 grammi equivalgono a un punto. Dopo di che viene calcolata la percentuale dei frutti aggrediti dalla cimice del nocciolo, e ogni altra imperfezione a cui viene attribuita una valutazione inferiore. Il combinato disposto dell'operazione dà la resa finale.
Infine, i punti resa vengono moltiplicati per gli euro prefissati.
La quantita' di nocciole presente sul territorio è nettamente inferiore agli anni passati, la qualita'molto dipendera' dalle condizioni climatiche anche durante la raccolta.
Un ettaro di noccioleto nella Tuscia, richiede tra i 2mila e i 2500 euro di spese di lavorazione. La fluttuazione è data dal tasso di meccanizzazione dell'azienda.
E adesso basta con i numeri, altrimenti riuscireste a fare i conti in tasca a tutti!
Ogni 10 grammi equivalgono a un punto. Dopo di che viene calcolata la percentuale dei frutti aggrediti dalla cimice del nocciolo, e ogni altra imperfezione a cui viene attribuita una valutazione inferiore. Il combinato disposto dell'operazione dà la resa finale.
Infine, i punti resa vengono moltiplicati per gli euro prefissati.
La quantita' di nocciole presente sul territorio è nettamente inferiore agli anni passati, la qualita'molto dipendera' dalle condizioni climatiche anche durante la raccolta.
Un ettaro di noccioleto nella Tuscia, richiede tra i 2mila e i 2500 euro di spese di lavorazione. La fluttuazione è data dal tasso di meccanizzazione dell'azienda.
E adesso basta con i numeri, altrimenti riuscireste a fare i conti in tasca a tutti!
Pole position
Altri numeri! Potessimo vincere!
La produzione di nocciole in annate normali è di circa 800 mila tonnellate;
la produzione turca è pari a 600 mila tonnellate, la produzione italiana oscilla tra le 100 mila e le 120 mila tonnellate.
Ma è cosi' ripartita :
il 10% è il raccolto Piemontese
il 40% è il raccolto del Viterbese
il 30% è il raccolto della Campania e il restante 20% è rappresentato dalle regioni Sicilia, Calabria.
La produzione di nocciole in annate normali è di circa 800 mila tonnellate;
la produzione turca è pari a 600 mila tonnellate, la produzione italiana oscilla tra le 100 mila e le 120 mila tonnellate.
Ma è cosi' ripartita :
il 10% è il raccolto Piemontese
il 40% è il raccolto del Viterbese
il 30% è il raccolto della Campania e il restante 20% è rappresentato dalle regioni Sicilia, Calabria.
mercoledì 3 settembre 2014
Nocciola viterbese: tonda gentile romana
La produzione della provincia di Viterbo è pari al 5% di quella mondiale.Con 18000 ettari il viterbese ha conquistato il primato nazionale della produzione di nocciole.
Per 15 paesi del viterbese la coltivazione del nocciolo rappresenta l'attivita' agricola principale occupando 8000 famiglie.
Dal punto di vista delle varieta' la Tonda Gentile Romana è la piu' diffusa a livello nazionale.
La varieta' è molto apprezzata dalle industrie di trasformazione per le maggiori garanzie di uniformita' del prodotto e per la buona adattabilita' a diverse condizioni ambientali e climatiche.Le altre varieta'coltivate nella Tuscia sono il Nocchione e la Tonda di Giffoni, che assolvono la funzione di impollinatrici.
La varieta' Tonda Gentile Romana della Tuscia ha ottenuto la Denominazione transitoriamente protett
La nocciola tonda gentile
romana
Questa varietà di nocciola,
cui è stata recentemente riconosciuta una protezione transitoria in attesa
del definitivo marchio DOP, è di forma subsferoidale con l'apice leggermente
a punta, le dimensioni sono variabili, con calibri da 13 a 22 mm. Il guscio
è di spessore medio, color nocciola, poco lucente, con tomentosità diffuse
all'apice e striature numerose evidenti. Il seme è medio-piccolo,
subsferoidale, di colore simile al guscio, ricoperto di fibre, con la
superficie ricoperta da solchi pi ù o meno evidenti. La tessitura è compatta
e croccante, il sapore è finissimo e l'aroma persistente. Il seme, privato
del suo guscio, viene consumato fresco, essiccato oppure tostato. Può essere
utilizzato sia intero che tritato ed è adatto alla preparazione di torte,
biscotti, gelati, creme e anche liquori.| noccioleto Mecarelli |
I noccioleti prediligono terreni sciolti, freschi, acidi e ricchi di sostanza organica; i sesti d'impianto sono riconducibili alla coltivazione a cespuglio, vaso cespugliato e monocaule e vengono potati ogni anno. La densità di piante per ettaro ammessa è di 150 per i vecchi impianti e 650 nei nuovi. La produzione annuale massima è di 4 tonnellate/ettaro per la coltura irrigua e di 3 tonnellate/ettaro per quella in asciutto.
La raccolta delle nocciole è sia manuale che meccanica e si esegue da metà agosto a metà ottobre. In seguito si procede allo stoccaggio in locali idonei ben areati, con umidità massima del 6%. Le operazioni di cernita, calibratura e condizionamento devono avvenire entro l'anno successivo a quello della raccolta. La resa alla sgusciatura è compresa tra il 38% e il 50%.
La nocciola è un frutto molto calorico, ricco soprattutto di acidi grassi monoinsaturi, vitamina E, vitamina K, colina e minerali (potassio, calcio e fosforo).
Per capire l'importanza della nocciola nell'economia del viterbese basta dire che la superficie agricola destinata alla produzione di nocciole rappresenta oltre il 14% del totale, ponendosi come terzo tipo di coltivazione più diffusa dopo il grano duro (41,4%) e olivo (17,4%). I comuni della Tuscia interessati alla coltivazione del nocciolo e compresi nel dispositivo per il controllo di conformità della nocciola romana DOP sono: Barbarano Romano, Bassano in Teverina, Bassano Romano, Blera, Bomarzo, Calcata, Canepina, Capranica, Caprarola, Carbognano, Castel Sant’Elia, Civita Castellana, Corchiano, Fabrica di Roma, Faleria, Gallese, Monterosi, Nepi, Oriolo Romano, Orte, Ronciglione, Soriano nel Cimino, Sutri, Vallerano, Vasanello, Veiano, Vetralla, Vignanello, Villa San Giovanni in Tuscia, Vitorchiano, Viterbo. C'è una piccola rappresentanza anche nella provincia di Roma: Bracciano, Canale Monterano, Manziana, Rignano Flaminio, Sant’Oreste, Trevignano. ( di Giacomo Mazzuoli)
giovedì 28 agosto 2014
martedì 26 agosto 2014
#food #estate2014 #summer #holiday
Quanti ricordi!!
Adoravo mangiare il pane e pomodoro con foglie di basilico fresco oppure la frittata con il sugo, pecorino e maggiorana o ancora i fagioli regina con le patate in umido.I fagiolini "ciavattoni" con pomodoro,cipolla e uovo.Oppure la spalla di maiale "rotta" per l'occasione.
E per dolce una fresca rosetta con tanta crema di nocciola! Slurppp gnamgnam.
Questo era il pasto dei miei nonni quando passavano tutto il giorno in campagna per la raccolta delle "nocchie" ed io adoravo stare con loro.
Aspettavo la colta e la raccolta delle nocciole con grande trepidazione e gioia.Il piccolo appezzamento che preferivo era il Gorbaro, attraversato dal piccolo ruscello ricco di gamberi che tontoloni si facevano catturare con gli avanzi del pane e pomodoro.Riuscivo a sopportare perfino le ortiche pur di bagnarmi i piedi con l'acqua.
Era un terreno che irrigavano a scorrimento e i noccioli erano alti come querce,tra noci, crognoli e peri selvatici.L'abitat naturale di piccoli ghiri, scoiattoli e "gorbi"(volpi) affamate però di galline e pulcini.
Adoravo mangiare il pane e pomodoro con foglie di basilico fresco oppure la frittata con il sugo, pecorino e maggiorana o ancora i fagioli regina con le patate in umido.I fagiolini "ciavattoni" con pomodoro,cipolla e uovo.Oppure la spalla di maiale "rotta" per l'occasione.
E per dolce una fresca rosetta con tanta crema di nocciola! Slurppp gnamgnam.
Questo era il pasto dei miei nonni quando passavano tutto il giorno in campagna per la raccolta delle "nocchie" ed io adoravo stare con loro.
Aspettavo la colta e la raccolta delle nocciole con grande trepidazione e gioia.Il piccolo appezzamento che preferivo era il Gorbaro, attraversato dal piccolo ruscello ricco di gamberi che tontoloni si facevano catturare con gli avanzi del pane e pomodoro.Riuscivo a sopportare perfino le ortiche pur di bagnarmi i piedi con l'acqua.
Era un terreno che irrigavano a scorrimento e i noccioli erano alti come querce,tra noci, crognoli e peri selvatici.L'abitat naturale di piccoli ghiri, scoiattoli e "gorbi"(volpi) affamate però di galline e pulcini.
Oggi ciop ce l'ho sotto casa! E' venuto a vivere in città, in campagna ci sono tutti con l'aggiunta dei cinghiali.
sabato 23 agosto 2014
Hazel-nuts
Continuando a leggere questo vecchio libro di appunti, mi fa' ricordare che le nocciole una volta colte e raccolte, venivano soleggiate e rimescolate a piu' riprese, in un piazzale vicino alle abitazioni di campagna detto ara.Spesse volte non era altro che terra battuta con rulli di ferro e poi indurita bagnando abbondantemente nei giorni precedenti.
Che divertimento scivolare a piedi scalzi su quelle nocciole non ancora pronte per essere imballate!
L'esposizione al sole durava per molti giorni, prima e dopo la pulitura su grossi corvelli, e avendo cura di coprirle in caso di pioggia e della "guazza".La durata della conservazione nei magazzini poteva raggiungere anche l'anno, con tutti i pericoli e rischi che questo comportava.
Che divertimento scivolare a piedi scalzi su quelle nocciole non ancora pronte per essere imballate!
L'esposizione al sole durava per molti giorni, prima e dopo la pulitura su grossi corvelli, e avendo cura di coprirle in caso di pioggia e della "guazza".La durata della conservazione nei magazzini poteva raggiungere anche l'anno, con tutti i pericoli e rischi che questo comportava.
giovedì 21 agosto 2014
E' tempo di nocciole
E’ tempo di nocciole. Questo aneddoto l’ho “sbrocchiolato” un paio di giorni fa.
(perdonatemi la lingua italiana) scrive Sergio Giustozzi e con sua concessione pubblico.
La “tuttata”
La “tuttata”, termine usato dai miei genitori e da nostri amici di Corchiano, indicava un modo specifico di affrontare/organizzare un lavoro nell’arco di tempo più breve possibile, di solito un giorno. A papà capitava di farla specialmente per la raccolta delle nocciole perché dovevamo poi partire per esigenze scolastiche per Roma, tant’è che le raccoglievano e le vendevamo verdi (cioè colte dall’albero, con tutto il “brocchiolo”) senza farle essiccare noi.
Le consegnavamo a “Giovanni il caciotto”, un carissimo amico di papà che era “del mestiere” e che le vendeva a un tizio di Caprarola o le “lavorava” aspettando qualche giorno per avere il prezzo migliore.
Il giorno della “tuttata” che per noi era organizzata sempre di domenica per non distogliere dalle proprie occupazioni i partecipanti, a casa nostra era una festa. Venivano le famiglie dei nostri vicini Cencio e il compare Ofelio, diversi cugini di papà, zio Elio, zio Miretto, zio Antonio il palettone, e un po’ di “opere” (contadini braccianti) che partecipavano <giusto perché si tu, Giova’>.
Il mattino, appena all’alba, si presentavano tutti a casa e si procedeva alla vestizione:
la tenuta di lavoro consisteva in abito personale comodo e una grande tasca ottenuta legando alla cinta le due estremità basse di una parannanzi. Questa legatura era mobile perché, scioltala, permetteva lo svuotamento del suo contenuto in grosse ceste, dalle quali poi si riempivano le balle. Venivano approntati anche dei lunghi bastoni ad uncino per tirare in basso i rami più lunghi ed un paio di scale in legno per le piante più “rognose”.
Naturalmente i lavori più complessi, uncinare e tirare i rami o salire sulla scala, spettavano di diritto agli uomini. Le donne e i giovani facevano la bassa manovalanza.
Papà mi fece notare, però, più volte, come le “signore” in questo lavoro fossero molto più svelte e produttive dei maschietti.
Io e le mie sorelle, Marco era piccolino, cercavamo di imitare i “lavoratori” ma il più delle volte eravamo loro solo di intralcio, così venivamo incaricati di mansioni più semplici come mantenere costante la riserva di acqua per dissetarci e qualche bottiglia di vino per gli uomini più “rudi”.
Si andava avanti così, senza interruzioni del lavoro ma accompagnando lo stesso con canti di gruppo o con sfottò, fino all’ora di pranzo.
Poi l’intervallo pranzo.
Nonostante tutti fossero forniti dell’occorrente per il proprio pasto mamma preparava sempre un “filo de pasta calda calda” col sugo di “regagli” di pollo.
Per tavolo, oltre a quello in cemento delle “cerquette”, papà preparava due palanche poggiate su “bigonzi” rovesciati e altre due poggiate su cortine di tufo come sedili.
Un’oretta e mezza circa per pranzare ma anche per scherzare, raccontare aneddoti, cantare, e se c’era zio Antonio con la fisarmonica ascoltare un po’ di musica, qualcuno approfittava per un breve sonnellino.
E si riprendeva fino al calar del sole. Di solito finivamo tutto in giornata, ma comunque per ultime venivano lasciate le piante del “fonnetto” davanti casa che, più piccole e comode erano “lavorate” il giorno dopo, “co’mpard’ora” da Carolina e la comare Valda.
Nell’arco di un paio di giorni Cencio o il compare Ofelio passavano col carretto, caricavano tutto e lo portavano a “Giovanni il caciotto” che aveva dei magazzini per la raccolta e una prima lavorazione davanti alla Chiesa Parrocchiale.
(perdonatemi la lingua italiana) scrive Sergio Giustozzi e con sua concessione pubblico.
La “tuttata”
La “tuttata”, termine usato dai miei genitori e da nostri amici di Corchiano, indicava un modo specifico di affrontare/organizzare un lavoro nell’arco di tempo più breve possibile, di solito un giorno. A papà capitava di farla specialmente per la raccolta delle nocciole perché dovevamo poi partire per esigenze scolastiche per Roma, tant’è che le raccoglievano e le vendevamo verdi (cioè colte dall’albero, con tutto il “brocchiolo”) senza farle essiccare noi.
Le consegnavamo a “Giovanni il caciotto”, un carissimo amico di papà che era “del mestiere” e che le vendeva a un tizio di Caprarola o le “lavorava” aspettando qualche giorno per avere il prezzo migliore.
Il giorno della “tuttata” che per noi era organizzata sempre di domenica per non distogliere dalle proprie occupazioni i partecipanti, a casa nostra era una festa. Venivano le famiglie dei nostri vicini Cencio e il compare Ofelio, diversi cugini di papà, zio Elio, zio Miretto, zio Antonio il palettone, e un po’ di “opere” (contadini braccianti) che partecipavano <giusto perché si tu, Giova’>.
Il mattino, appena all’alba, si presentavano tutti a casa e si procedeva alla vestizione:
la tenuta di lavoro consisteva in abito personale comodo e una grande tasca ottenuta legando alla cinta le due estremità basse di una parannanzi. Questa legatura era mobile perché, scioltala, permetteva lo svuotamento del suo contenuto in grosse ceste, dalle quali poi si riempivano le balle. Venivano approntati anche dei lunghi bastoni ad uncino per tirare in basso i rami più lunghi ed un paio di scale in legno per le piante più “rognose”.
Naturalmente i lavori più complessi, uncinare e tirare i rami o salire sulla scala, spettavano di diritto agli uomini. Le donne e i giovani facevano la bassa manovalanza.
Papà mi fece notare, però, più volte, come le “signore” in questo lavoro fossero molto più svelte e produttive dei maschietti.
Io e le mie sorelle, Marco era piccolino, cercavamo di imitare i “lavoratori” ma il più delle volte eravamo loro solo di intralcio, così venivamo incaricati di mansioni più semplici come mantenere costante la riserva di acqua per dissetarci e qualche bottiglia di vino per gli uomini più “rudi”.
Si andava avanti così, senza interruzioni del lavoro ma accompagnando lo stesso con canti di gruppo o con sfottò, fino all’ora di pranzo.
Poi l’intervallo pranzo.
Nonostante tutti fossero forniti dell’occorrente per il proprio pasto mamma preparava sempre un “filo de pasta calda calda” col sugo di “regagli” di pollo.
Per tavolo, oltre a quello in cemento delle “cerquette”, papà preparava due palanche poggiate su “bigonzi” rovesciati e altre due poggiate su cortine di tufo come sedili.
Un’oretta e mezza circa per pranzare ma anche per scherzare, raccontare aneddoti, cantare, e se c’era zio Antonio con la fisarmonica ascoltare un po’ di musica, qualcuno approfittava per un breve sonnellino.
E si riprendeva fino al calar del sole. Di solito finivamo tutto in giornata, ma comunque per ultime venivano lasciate le piante del “fonnetto” davanti casa che, più piccole e comode erano “lavorate” il giorno dopo, “co’mpard’ora” da Carolina e la comare Valda.
Nell’arco di un paio di giorni Cencio o il compare Ofelio passavano col carretto, caricavano tutto e lo portavano a “Giovanni il caciotto” che aveva dei magazzini per la raccolta e una prima lavorazione davanti alla Chiesa Parrocchiale.
Leggo qua e la'
Da un libro acquistato tanti anni fa'.
Un racconto e tante storie comuni a tante famiglie di "nocchiaroli".
Le nocciole cominciano a maturare e cadere verso la fine di agosto e la caduta dura a lungo e qualche anno anche a rilento, a volte fino ad ottobre.La raccolta si esegue a mano, raccogliendo le nocciole cadute naturalmente o scosse dalle piante.
Il sistema peggiore di raccolta è quello che viene descritto dal Montuori.
... Si scelga il villanzon piu' sano, agile e dalle braccia nodose che agiti e faccia sentir le scosse col maglio sui rami vigorosi senza troppo impiagare...
Io ho memoria invece di un uncino che afferrava le punte dei rami e scuoteva facendo cadere le nocciole mature.In tempi passati con il maglio si passava ben quattro volte ed immaginate un po' le ferite e i danni prodotti su quei rami.
In Sicilia, in tempi ormai lontanissimi, la raccolta veniva fatta esclusivamente da donne in tre tempi: alla caduta dei primi frutti, alla caduta scossa, e una terza volta per assicurarsi l'intero raccolto.
Le nocciole dimenticate, chiamate a Corchiano busca, venivano divise in parti uguali tra il proprietario e la raccoglitrice.
Anticamente in alcune regioni d'Italia, le raccoglitrici erano sottopagate e poi a fine giornata costrette a saltare per far cadere eventuali nocciole nascoste tra i vestiti.
Di diritto spettava ad esse le nocciole vuote e quelle multiple dette "FORTUNA"
Un racconto e tante storie comuni a tante famiglie di "nocchiaroli".
Le nocciole cominciano a maturare e cadere verso la fine di agosto e la caduta dura a lungo e qualche anno anche a rilento, a volte fino ad ottobre.La raccolta si esegue a mano, raccogliendo le nocciole cadute naturalmente o scosse dalle piante.
Il sistema peggiore di raccolta è quello che viene descritto dal Montuori.
... Si scelga il villanzon piu' sano, agile e dalle braccia nodose che agiti e faccia sentir le scosse col maglio sui rami vigorosi senza troppo impiagare...
Io ho memoria invece di un uncino che afferrava le punte dei rami e scuoteva facendo cadere le nocciole mature.In tempi passati con il maglio si passava ben quattro volte ed immaginate un po' le ferite e i danni prodotti su quei rami.
In Sicilia, in tempi ormai lontanissimi, la raccolta veniva fatta esclusivamente da donne in tre tempi: alla caduta dei primi frutti, alla caduta scossa, e una terza volta per assicurarsi l'intero raccolto.
Le nocciole dimenticate, chiamate a Corchiano busca, venivano divise in parti uguali tra il proprietario e la raccoglitrice.
Anticamente in alcune regioni d'Italia, le raccoglitrici erano sottopagate e poi a fine giornata costrette a saltare per far cadere eventuali nocciole nascoste tra i vestiti.
Di diritto spettava ad esse le nocciole vuote e quelle multiple dette "FORTUNA"
sabato 9 agosto 2014
Ferragosto tempo di vacanze
Agosto moglie mia non ti conosco! Recitava così un proverbio molto utilizzato negli anni '60.
In questo mese e in quello successivo, noi agricoltori di nocciole altro che moje mia non ti conosco.
Non conosciamo neanche casa.Altro che vacanze. Ma confidiamo nel bel tempo e qualche giorno riusciremo a dedicarcelo per caricare le batterie e riprendere il cammino forti e pieni di energie.
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