La nostra azienda..

La nostra azienda..
La nostra esperienza deriva dal lavoro quotidiano di 36 anni. Per noi il fine non è mai il denaro, ma produrre il miglior prodotto rispettando l'ambiente. Il collante più importante in famiglia non è il denaro, ma il rispetto e gi affetti per ognuno dei componenti.

lunedì 24 febbraio 2014

Biomassa ecologica e biomassa energetica.

Si intende per biomassa "la frazione biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui di origine biologica provenienti dall’agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali), dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, comprese la pesca e l’acquacoltura, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani"
Ci faccio pure la ricerca!Fonte wikipedia.
Le biomasse ed i combustibili da esse derivate emettono nell'atmosfera, durante la combustione, una quantità di ANIDRIDE CARBONICA più o meno corrispondente a quella che viene assorbita in precedenza dai vegetali durante il processo di crescita. L'impiego delle biomasse ai fini energetici non provoca quindi il rilascio di nuova anidride carbonica , principale responsabile dell'EFFETTO SERRA.

Biomassa secca e legna ecologica

Acquisisce sempre più importanza e ogni anno cresce la produzione di legna ecologica e biomassa secca ottenute dallo sfruttamento razionale delle foreste. La biomassa secca e la legna ecologica per dirsi tali devono avere queste caratteristiche:
  • abbattimento di piante già morte senza intaccare alberi vivi
  • biomassa secca, foglie, rametti, scarti lavorazioni agricole, potature di parchi e giardini, metodo del ramo bello annuale
  • sfruttamento razionale delle foreste metodo della matricina per piccole strisce di bosco o 1 pianta ogni 4
  • salvaguardia alberi secolari, generi protetti, boschi storici, habitat, ecosistema
  • lavorazione ecologica (sega a mano, sega elettrica, cippatrice elettrica, accetta, macete, scure)
  • assenza di spese aggiuntive di costi energetici di trasporto via nave e via terra per migliaia di chilometri

domenica 16 febbraio 2014

La fine

Si celebra la fine di uno dei lavori che richiede passione e dedizione e pazienza: la potatura.



martedì 11 febbraio 2014

BACI DI DAMA A MODO MIO

 INGREDIENTI: 

300 g di farina 00 | 300 g di farina di nocciole tostate | 200 g di zucchero | 200 g di burro | 1 bustina di lievito per dolci | 1 uovo e all'occorrenza un po' di latte.Dividere l'impasto in due parti , in una delle quali aggiungere un po' di cacao amaro. Far riposare per una mezz'ora, poi formare le sfere e cuocere a 160° per 15 minuti.E' sufficente che prendano "il solo sotto" Per il ripieno si puo' utilizzare il cioccolato fondente sciolto a bagno maria, la crema di nocciole, la ricotta ecc. ecc.




venerdì 7 febbraio 2014

I territori della Nocciola Italiana si presentano nello
scenario di questo decennio come nuove destinazioni
turistiche, forti di comunità ospitali e di un prodotto
altamente evocativo.
A
ll’ombra dei campanili italiani, dove si producono
le cose che piacciono al mondo intero, si produce da
millenni la nocciola migliore che nasce dalla magica
intesa fra l’uomo e la natura, il lavoro umano e la
vocazione del territorio.
O
ggi sempre più consumatori, alla ricerca di
esperienze sensoriali, scelgono un viaggio di scoperta
per vivere il culto della nocciola nei “luoghi” e nei
“tempi” scanditi dalla produzione/trasformazione.
 
 
 
L
a vocazione ambientalista, naturalista e rurale,
l’ospitalità diffusa, l’offerta enogastronomica, i
servizi, gli eventi e le occasioni di loisir all’interno
di sistemi di offerta più ricchi e complessi fanno
dei borghi della nocciola italiana la vera novità
dell’offerta turistica nazionale.
N
ell’Italia delle mille identità, i territori rurali della
Nocciola Italiana si presentano al noccioturista come
territori ospitali con comunità locali orgogliose
di un prodotto che il mondo ci invidia e che oggi
dispiegano tutte le componenti di una ospitalità
autentica ed innovativa.

Rosario D’Acunto
Presidente Associazione Nazionale citta' della Nocciola








Corchiano: l'orgogliosa normalità di un luogo ricco di tagliate e necropoli falische, forre, cascate e buone pratiche.
 
Corchiano è un piccolo comune della Tuscia viterbese, che certamente non rientra tra le mete piu' conosciute di turisti distratti e frettolosi.Il paese riserva molte sorprese curiose e appaganti.
A dispetto della scarsa notorietà turistica che condivide con tante altre località del viterbese, il comune è invece  noto agli addetti ai lavori nel settore eco- ambientale per aver conseguito nel 2010 l'ambito premio di "Comune a 5 stelle".

giovedì 6 febbraio 2014

Emergenza maltempo e la solidarieta' contadina

Campagne sott’acqua con migliaia di aziende con i terreni allagati dalla violente precipitazioni!

Non si legge altro.
Le incessanti piogge hanno provocato anche esondazioni di numerosi corsi d’acqua mentre nelle montagne del Veneto si sono mobilitati i trattori per togliere la neve e liberare dall’isolamento case ed imprese.
L’ondata di maltempo ha colpito l’Italia dal Veneto al Lazio fino alla Toscana, dove sono stati allagati ettari ed ettari di terreni già seminati a grano, che non sopravviveranno, perché l’acqua provoca l’asfissia radicale con una sorta di “soffocamento” e la conseguente perdita del prossimo raccolto.
Ma speriamo anche no.
Allagamenti si registrano un po’ in tutte le aree interessate dalle perturbazioni, le coltivazioni di ortaggi invernali come broccoli e cavolfiori sono andate perdute, pregiati vigneti sommersi e greggi di pecore al pascolo in difficoltà. L'acqua ha invaso anche serre e magazzini e colpito anche attrezzature e macchine agricole.Per non parlare di tutte quelle piccole attivita' che tengono occupato il popolo italiano.Basti pensare ai vari laboratori artigianali,ai  negozietti sotto casa.Le calamita' inginocchiano intere comunita' e colpiscono le famiglie su piu' fronti.Confidando in tempi migliori rimbocchiamoci le maniche e aiutiamoci.


mercoledì 29 gennaio 2014

Il freddo della merla

Domani iniziano i giorni della merla, gli ultimi tre del mese corrente, quelli che, secondo la tradizione, coincidono con i più freddi dell’anno. Sul perché della locuzione “giorni della merla” ci sono diverse interpretazioni che fanno riferimento al pennuto. La versione più plausibile narra che una merla dalla piuma bianca, per ripararsi dal freddo di gennaio, si rifugiò in un camino, divenendo nera. Noi invece, oltre a coperte, camini, alcool, potremmo affidarci a strategie culinarie per raggirare i giorni di freddo più intenso. E cosa c’è di meglio di una scottante e consolatoria zuppa?
Ricordandovi che c’è stato un tempo i cui i nostri antenati facevano di necessità virtù, sopportando gli inverni più infimi con piatti poveri, caldi e nutrienti, per omaggiare la loro saggezza contadina, ho scovato una lista regionale di minestre  in brodo, come le chiamava il buon Artusi. Non solo non sono insipide, come qualche miscredente insinua, ma arricchiscono il nostro palato di gusto, calore e sostanza. Provare per credere! 
 
1) ZUPPA GALLURESE
Inauguriamo la serie con una ricetta proveniente dall’isola più lontana dello stivale: la Sardegna, terra di pane carasau, pesce fresco, deliziosi pecorini, ottima carne e grandi tradizioni gastronomiche.
La suppa cuata, originaria della Gallura, la zona nord-orientale, è un classico della cucina sarda. Si prepara con strati di pane raffermo bagnati con brodo di carne vaccina e di  pecora, alternati con formaggio fresco di vacca (casgiu spiattatu), cui si può (deve) aggiungere del pecorino stagionato.
 
2) MACCO SICILIANO
Un piatto arcaico della cucina popolare siciliana, conosciuto persino ai Romani. Si presenta come una purea di fave (consiglio quelle di Leonforte per non tradire l’origine della ricetta), ottenuta dalla lenta bollitura e successiva frullatura di quelle secche cui si aggiungono della cipolla, del pomodoro, verdura fresca (erbe di campo, bietole, cicorie), del finocchietto selvatico per aromatizzare e della pasta spezzata per renderla più densa. Olio a crudo, sale, pepe o peperoncino per condire.
 
3) LICURDIA CALABRESE
Avete presente la soupe d’oignons francese? Una zuppa di cipolle, preparata con burro, pepe, farina, brodo, arricchita di crostini di pane e formaggio e messa a gratinare nel forno. Forse non tutti sanno che ne esiste una versione nazionale, proveniente dall’alto cosentino. La zuppa calabra si chiama Licurdia ed è fatta con il fiore all’occhiello di questa terra, la cipolla rossa di Tropea. Viene servita in una terrina, sormontata da dei crostini di pane, spolverati da cacio ricotta e peperoncino. 
 
4) RIBOLLITA TOSCANA
E’ una delle ricette che identifica la cucina toscana, la Ribollita si presenta come un minestrone di verdure, ortaggi, legumi e pane raffermo. E’ un piatto di umili origini, lo si deduce già dal nome che fa riferimento all’uso contadino di prepararla con verdure avanzate e all’abitudine di ribollirla anche nei giorni successivi alla realizzazione. Ogni zona ha la sua variante, ma una ribollita, per essere “autentica” deve contenere almeno il cavolo nero e la verza come verdure e i fagioli come legume. 
 
5) PANCOTTO ROMAGNOLO
Il pancotto è uno dei piatti della cucina povera più diffuso per due motivi: consente di non buttare via niente ed è un ottimo rimedio contro il freddo invernale. Pane raffermo, acqua e olio extravergine d’oliva alla base, poi le varianti sono molte, dai tocchetti di prosciutto o guanciale o speck, alle erbe di campo, al parmigiano. La ricetta romagnola è un omaggio ai tempi in cui si mangiava veramente pane e acqua che sono gli unici ingredienti di questa zuppa, insieme all’olio con cui viene condita.
 
6) MINESTRONE LIGURE
Il lesso di verdure è un classico della cucina italiana. Semplice, si prepara con legumi, verdure e ortaggi di stagione. Carote, patate, sedano e cipolla non possono mancare come ingredienti, il resto è dettato dalla fantasia. Tra le varianti, merita di essere citata quella alla genovese che vede il piatto impreziosito da una cucchiaiata di pesto in superficie, tocco che dona un profumo inconfondibile. Si può arricchire con dei carboidrati: dai crostini di pane, al riso, alla pastina. Freddo, può essere il condimento ideale per il cous cous.
 
7) ZUPPA PAVESE
Pane raffermo, brodo di carne, uova, grana e burro: pochi ingredienti che fanno intuire l’origine umile di questa ricetta della cucina pavese. Si prepara con dei crostoni di pane abbrustoliti nel burro e dagiati su una terrina. Sul pane vengono rotte le uova, il cui tuorlo che deve restare integro, va bagnato con il brodo e cosparso di grana. Il risultato è un piatto all’insegna della semplicità, dall’alto contenuto calorico che riesce a sfamare senza tradire il gusto e a essere replicabile da tutti.  
 
8) MINESTRA DI CECI E ORZO TRENTINA
Esistono tante varianti di questa zuppa che io attribuisco al Trentino perché è nella Val di Non che l’ho assaggiata, ma la cui diffusione in realtà è tale che limitarla a una sola regione sarebbe intellettualmente disonesto. I protagonisti principali sono l’orzo perlato e i ceci che, inzuppati nel brodo, si possono combinare con diversi condimenti. Funghi porcini e salsiccia è la versione più popolare, ma consiglio di gustarla nature, preparata solo con orzo, ceci, carote, cipolla, rosmarino, sale e olio. ( articolo di Cristina Rambola')

sabato 25 gennaio 2014

Azienda Agricola Mecarelli: I nostri prodotti

Azienda Agricola Mecarelli: I nostri prodotti: La raccolta delle nocciole avviene meccanicamente, inizia nei primi giorni di settembre per concludersi, alcuni anni anche, ad ottobre. ...